Le nostre pubblicazioni


I volumi possono essere richiesti a Japadre Editore all’indirizzo japadre.editore@virgilio.it con l’indicazione dei dati per la spedizione (gratuita).

Sezione Volumi
Martedì, 11 Febbraio 2014 17:06

Gabii, storie di una Roma dimenticata

disegno giunoneChi direbbe mai che sulla Prenestina, all’altezza di Monte Compatri, potremmo iniziare una discussione sulle origini di Roma? Ebbene, noi vogliamo raccontarvi proprio quello che è successo durante la giornata del 7 ottobre scorso presso il sito archeologico di Gabii.
L’ottavo municipio ha organizzato, con il patrocinio dell’assessore al Bilancio, scuola, rapporti istituzionali Alfredo Baldassarri e del Commissario dell’Arsial Eder Mazzocchi, una visita culturale presso il sito archeologico, seguita poi da un pranzo a base di cucina romanesca accompagnato dalla lettura di poesie in dialetto.
Ma procediamo con ordine.
Prima di visitare il sito archeologico, infatti, è stata fatta una panoramica sul perché parlare di questa città e quale sia il suo collegamento con la storia di Roma. Cominciamo subito con il chiarire che più di duemila anni fa eravamo sulla via Gabina, e non sulla Prenestina. La località di Preneste acquisì importanza solo dopo la decadenza di Gabii e la sua caduta al tempo di Tarquinio il Superbo, come ci è stato raccontato con le parole di Livio. I sette re di Roma escono dal mito per entrare nella storia: con molto stupore scopriamo infatti che il terreno che stiamo calpestando è lo stesso che, prima della fondazione di Roma, avevano calpestato i giovanissimi Romolo e Remo, che venivano a Gabii per studiare il greco, l’arte della guerra, il latino e, forse, anche l’etrusco. Il legame che comincia a instaurarsi fin da subito con quella che sarebbe successivamente diventata la capitale del mondo allora conosciuto, continua fino a quando non ci fu posto per tutte e due.
Quello che possiamo ammirare oggi una volta giunti sul posto, e superato il confine tra il comune di Monte Compatri per (ri)entrare nel comune di Roma, è purtroppo molto poco: ciò che rimane delle mura, del tempio di Giunone, del lago di Castiglione e pochi altri edifici.

Con un po’ di immaginazione, e l’ausilio di alcuni disegni di ricostruzione eseguiti sulla base di testimonianze storiche, le guide hanno fatto vedere dove e come sorgeva la città. Essa si estendeva lungo le rive del lago, prosciugato in più riprese fino alla fine del diciannovesimo secolo e ormai territorio agricolo; la sua posizione geografica, al centro tra gli scambi tra gli Equi, i Volsci, la Magna Grecia e l’Etruria, le garantì un’importanza duratura nel tempo. La presenza del lago e la forma a mezza luna dell’insediamento le forniva anche una notevole difesa militare.
Percorrendo la strada principale si possono scorgere in lontananza gli scavi di studiosi volontari provenienti dagli Stati Uniti e dalla Germania, in cerca di reperti di età pre-romana, accanto ai quali ci sono quelli effettuati nell’ambito dei programmi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, mirati al ritrovamento delle testimonianze romane. Il terreno, ancora molto ricco di reperti, richiederebbe probabilmente anni e anni di lavoro per poterci donare nuovamente quello che il tempo e l’incuria degli uomini hanno inghiottito.

Il sito di Gabii: resti del perimetro del tempio, in cui delle piccole stanze erano adibite al commercio

Gabii17Sfortunatamente il clima non ci è stato amico fino alla fine della mattina: una pioggia improvvisa ci ha sorpresi mentre tornavamo verso il pullman, accompagnandoci per un poco lungo la strada che ci avrebbe portato sulla via Casilina, incrocio via di Tor Vergata.
Dopo una mattinata piena di romanità, non poteva non esserci un pranzo pieno di altrettanta romanità: il Ristorante “La voglia matta” ci aveva preparato infatti un pasto a base di cucina povera della Roma ottocentesca. Tra penne all’arrabbiata, spaghetti alla gricia, fagioli con le cotiche, coda alla vaccinara, cicoria, verdure in pinzimonio, pane e alici siamo giunti al termine con una squisita ricotta romana tinta in un miele laziale, senza scordarci dell’ottimo vino bianco e rosso.
Al termine del lauto convito la giornata ha preso una piega imprevista e, per qualche verso, goliardica. La storia di Roma è tornata di nuovo al centro, ma questa volta attraverso le parole di alcuni dei suoi grandi poeti. Trilussa, Pascarella, Santini e Zanazzo hanno ripreso vita attraverso la lettura recitata di una selezione delle loro poesie, accompagnata da una chitarra dalle sonorità tipicamente romane. Partendo dal mito della Lupa il filo logico delle poesie ha attraversato le varie epoche fino ad arrivare alla fine della “Questione romana”, quando la città diventa capitale del Regno. La lettura dei giornali dell’epoca ha fornito, accanto all’interpretazione dei poeti, un quadro del sentimento comune e del vissuto dei romani di quel periodo.
Con l’inserimento di alcuni aneddoti su alcuni dei modi di dire romani e sui costumi di questa società, il quadro è stato ormai completato: una giornata romana sotto ogni aspetto. In un mondo globalizzato, dove il Mc Donald’s ha sostituito la bettola, il pub l’osteria e il rock ’n roll lo stornello, eventi di questo genere aiutano davvero molto a riscoprire le tradizioni di un popolo che ancora è vivo ma che rischia di scordarsi chi è veramente. Non è soltanto abitando vicino al Colosseo che ci si può sentire romani, e questa giornata lo ha dimostrato pienamente: tracce della storia di Roma si possono trovare a Tor Bella Monaca come all’Osa, basta solo essere disposti a cercarle.
Vogliamo infine chiudere questo articolo con la speranza che in futuro vengano organizzate altre iniziative analoghe nel rispetto e nel recupero delle tradizioni, che sono nostre nonostante i secoli che ci dividono, perché la storia si pe’ l’antri è storia,/ pe’ nojantri so’ fatti de famija.
E i fatti di famiglia è bene ricordarli, sempre.

 

SCARICA I FILES DALL'AREA DOWNLOAD

VISUALIZZA LE FOTO DELLA VISITA GUIDATA

Pubblicato in News

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Derrius Guice Authentic Jersey