Le nostre pubblicazioni


I volumi possono essere richiesti a Japadre Editore all’indirizzo japadre.editore@virgilio.it con l’indicazione dei dati per la spedizione (gratuita).

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Magis et Plus

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L'ASSOCIAZIONE INTERPARLAMENTARE "CULTORI DELL'ETICA"
piazza delle Cinque Lune n. 113 - Roma - tel. 06.6706.4106- fax 6706.5057

è lieta di invitare la S. V. Ill.ma

nella Chiesa di S. IVO alla Sapienza,

Cappellania del Senato della Repubblica

(ROMA, Corso Rinascimento, 40 – tel. 06.686.4987)

alla conferenza sul tema :

“Coscienza critica e qualità della Democrazia”

Mercoledì 20 . giugno . 2012 alle ore 20,00

tenuta dal Reverendo Monsignore prof. Luis ROMERA

Magnifico RETTORE della PONTIFICIA UNIVERSITA' della SANTA CROCE

PRESENTERA' il Cappellano del Senato don Sergio BONANNI

Il Segretario Generale
Sen. Mauro Cutrufo

Il Presidente
On. LEO BOREA

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Presentazione del nuovo libro "Una storia della Chiesa” della storica e giornalista Angela Pellicciari

Interverranno

S. E. Mons. Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Giuliano Ferrara
Giornalista

Angela Pellicciari
Storica del Risorgimento, docente di Storia della Chiesa

aula magna dell’Istituto Giovanni Paolo II

Una storia della Chiesa
Papi e santi, imperatori e re, gnosi e persecuzione
ed Cantagalli, in libreria da ottobre 2015

Trecentocinquanta pagine per una storia della Chiesa? Poche. Sufficienti però per tracciare una sintesi articolata delle caratteristiche della Chiesa attraverso i secoli. Leone XIII scrive nella Saepenumero considerantes composta nel 1883: «la scienza storica sembra essere una congiura degli uomini contro la verità». Questo libro parla di fatti, documenti, storie, profezie, peccati e santità, che permettono di distinguere il vero dal falso, la propaganda anticattolica dall’effettiva realtà ecclesiale. Che raccontano la gloria della vita dei martiri e dei santi accanto alle concrete difficoltà, ambiguità e compromessi dei rapporti dei pontefici col potere temporale. Si tratta di una sintesi, e, come tale, personale. Questo il motivo dell’articolo indeterminativo una usato nel titolo. Una perché sono stati scelti, fra i tantissimi, quegli avvenimenti che possono aiutare a comprendere i principali nodi, sfide e difficoltà che la Chiesa si è trovata ad affrontare nel corso del tempo.

Martedì, 11 Marzo 2014 17:17

Quadro degli Scolopi

Il Progetto Educativo delle Scuole Pie
Il documento che fu salvato da P. Baldassare Buttafuoco (Archivista dell’archivio provinciale delle Scuole Pie di Napoli).
Il documento in questione è il “Quadro d’insegnamento attuato dai Padri delle Scuole Pie nelle Provincie Napoletane” firmato da P. Celestino Procacci e datato nel 1861 (l’anno in questione fu aggiunto, a matita, e si riferisce alla data di archiviazione del documento).
Il quadro presenta una divisione degli insegnamenti (lettere, scienze e religione ) in tre sezioni:
1) DIO; 2) L’UOMO in quanto parla; 3) NATURA. Nella prima sezione ( DIO ), l’educazione religiosa prevede l’insegnamento della Dottrina Cristiana, e dal settimo al decimo anno di scuola, è prevista la conoscenza completa del Catechismo. Nella seconda sezione, l’UOMO è considerato tale in quanto VIVE ( insegnamento dell’Anatomia, della Fisiologia e dell’Igiene ); PENSA (insegnamento della Logica e Metafisica, della Storia della Filosofia e della Filosofia della Storia ); SENTE ( insegnamento dell’Estetica ); VUOLE ( insegnamento dell’Etica ); PARLA ( insegnamento delle lingue Italiano - Latino - Greco; dei Rudimenti di grammatica, Grammatica ragionata, Letteratura e Teoria dell’arte ), OPERA ( insegnamento della Storia degli Ebrei, della Storia d’Italia e la sua cronologia, l’Archeologia, la Numismatica, l’Araldica - Diplomatica - Epigrafica ); e infine VIVE IN COMUNANZA ( insegnamento delle Regole di civiltà e buona creanza, il Catechismo costituzionale, Diritto universale, Civile e Penale ). Infine la terza ed ultima sezione è dedicata alla NATURA, considerata nell’ASTRAZIONE DEI PRINCIPI IDEALI ( che comprende l’insegnamento dell’Aritmetica, del Disegno lineare, della Geometria piana, solida, dell’Algebra, della Trigonometria rettilinea e sferica, della Teoria delle curve del calcolo, della Meccanica, dell’Architettura ); NELLA ENTITA’ DEI PRINCIPI ORGANIZZATI ( insegnamento della Fisica e Chimica ); e infine NELL’ENTITA’ DELLE COSE ORGANIZZATE ( insegnamento della Geografia elementare, della Zoologia, della Statistica, dell’Etnografia, della Geologia, della Mineralogia, dell’Agricoltura e dell’Astronomia).

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Clicca sull'immagine per ingrandire il Quadro degli Scolopi

Clicca qui per scaricare la trascrizione del Prof. Fioravanti

il quadro in questione è stato illustrato dal prof. G. Fioravanti in occasione di una conferenza, che si può ascoltare direttamente collegandosi con il seguente sito: http://www.centrostudicivitanovesi.it/150dellUnitadItalia.htm (nel sito suddetto è disponibile anche un ‘abstract’ dell’argomento trattato).

Martedì, 11 Febbraio 2014 17:06

Gabii, storie di una Roma dimenticata

disegno giunoneChi direbbe mai che sulla Prenestina, all’altezza di Monte Compatri, potremmo iniziare una discussione sulle origini di Roma? Ebbene, noi vogliamo raccontarvi proprio quello che è successo durante la giornata del 7 ottobre scorso presso il sito archeologico di Gabii.
L’ottavo municipio ha organizzato, con il patrocinio dell’assessore al Bilancio, scuola, rapporti istituzionali Alfredo Baldassarri e del Commissario dell’Arsial Eder Mazzocchi, una visita culturale presso il sito archeologico, seguita poi da un pranzo a base di cucina romanesca accompagnato dalla lettura di poesie in dialetto.
Ma procediamo con ordine.
Prima di visitare il sito archeologico, infatti, è stata fatta una panoramica sul perché parlare di questa città e quale sia il suo collegamento con la storia di Roma. Cominciamo subito con il chiarire che più di duemila anni fa eravamo sulla via Gabina, e non sulla Prenestina. La località di Preneste acquisì importanza solo dopo la decadenza di Gabii e la sua caduta al tempo di Tarquinio il Superbo, come ci è stato raccontato con le parole di Livio. I sette re di Roma escono dal mito per entrare nella storia: con molto stupore scopriamo infatti che il terreno che stiamo calpestando è lo stesso che, prima della fondazione di Roma, avevano calpestato i giovanissimi Romolo e Remo, che venivano a Gabii per studiare il greco, l’arte della guerra, il latino e, forse, anche l’etrusco. Il legame che comincia a instaurarsi fin da subito con quella che sarebbe successivamente diventata la capitale del mondo allora conosciuto, continua fino a quando non ci fu posto per tutte e due.
Quello che possiamo ammirare oggi una volta giunti sul posto, e superato il confine tra il comune di Monte Compatri per (ri)entrare nel comune di Roma, è purtroppo molto poco: ciò che rimane delle mura, del tempio di Giunone, del lago di Castiglione e pochi altri edifici.

Con un po’ di immaginazione, e l’ausilio di alcuni disegni di ricostruzione eseguiti sulla base di testimonianze storiche, le guide hanno fatto vedere dove e come sorgeva la città. Essa si estendeva lungo le rive del lago, prosciugato in più riprese fino alla fine del diciannovesimo secolo e ormai territorio agricolo; la sua posizione geografica, al centro tra gli scambi tra gli Equi, i Volsci, la Magna Grecia e l’Etruria, le garantì un’importanza duratura nel tempo. La presenza del lago e la forma a mezza luna dell’insediamento le forniva anche una notevole difesa militare.
Percorrendo la strada principale si possono scorgere in lontananza gli scavi di studiosi volontari provenienti dagli Stati Uniti e dalla Germania, in cerca di reperti di età pre-romana, accanto ai quali ci sono quelli effettuati nell’ambito dei programmi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, mirati al ritrovamento delle testimonianze romane. Il terreno, ancora molto ricco di reperti, richiederebbe probabilmente anni e anni di lavoro per poterci donare nuovamente quello che il tempo e l’incuria degli uomini hanno inghiottito.

Il sito di Gabii: resti del perimetro del tempio, in cui delle piccole stanze erano adibite al commercio

Gabii17Sfortunatamente il clima non ci è stato amico fino alla fine della mattina: una pioggia improvvisa ci ha sorpresi mentre tornavamo verso il pullman, accompagnandoci per un poco lungo la strada che ci avrebbe portato sulla via Casilina, incrocio via di Tor Vergata.
Dopo una mattinata piena di romanità, non poteva non esserci un pranzo pieno di altrettanta romanità: il Ristorante “La voglia matta” ci aveva preparato infatti un pasto a base di cucina povera della Roma ottocentesca. Tra penne all’arrabbiata, spaghetti alla gricia, fagioli con le cotiche, coda alla vaccinara, cicoria, verdure in pinzimonio, pane e alici siamo giunti al termine con una squisita ricotta romana tinta in un miele laziale, senza scordarci dell’ottimo vino bianco e rosso.
Al termine del lauto convito la giornata ha preso una piega imprevista e, per qualche verso, goliardica. La storia di Roma è tornata di nuovo al centro, ma questa volta attraverso le parole di alcuni dei suoi grandi poeti. Trilussa, Pascarella, Santini e Zanazzo hanno ripreso vita attraverso la lettura recitata di una selezione delle loro poesie, accompagnata da una chitarra dalle sonorità tipicamente romane. Partendo dal mito della Lupa il filo logico delle poesie ha attraversato le varie epoche fino ad arrivare alla fine della “Questione romana”, quando la città diventa capitale del Regno. La lettura dei giornali dell’epoca ha fornito, accanto all’interpretazione dei poeti, un quadro del sentimento comune e del vissuto dei romani di quel periodo.
Con l’inserimento di alcuni aneddoti su alcuni dei modi di dire romani e sui costumi di questa società, il quadro è stato ormai completato: una giornata romana sotto ogni aspetto. In un mondo globalizzato, dove il Mc Donald’s ha sostituito la bettola, il pub l’osteria e il rock ’n roll lo stornello, eventi di questo genere aiutano davvero molto a riscoprire le tradizioni di un popolo che ancora è vivo ma che rischia di scordarsi chi è veramente. Non è soltanto abitando vicino al Colosseo che ci si può sentire romani, e questa giornata lo ha dimostrato pienamente: tracce della storia di Roma si possono trovare a Tor Bella Monaca come all’Osa, basta solo essere disposti a cercarle.
Vogliamo infine chiudere questo articolo con la speranza che in futuro vengano organizzate altre iniziative analoghe nel rispetto e nel recupero delle tradizioni, che sono nostre nonostante i secoli che ci dividono, perché la storia si pe’ l’antri è storia,/ pe’ nojantri so’ fatti de famija.
E i fatti di famiglia è bene ricordarli, sempre.

 

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Domenica, 20 Gennaio 2013 17:05

Concerto Corale 20-01-2013

Concerto20 01 13

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